ARRIVA IL RADICIO VERDON: prodotto tipico della provincia di Treviso. Ed una semplice ricetta di Giuseppe Agostini

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IL RADICIO VERDON

Chi ha la fortuna di potersi concedere una passeggiata nella campagna addolcita dai primi raggi di sole tiepido che hanno caratterizzato lo scorso fine settimana, avrà sicuramente notato come la primavera stia lentamente prendendo il sopravvento sull’inverno: lungo i bordi dei fossi esposti a sud spuntano i primi fiori e nei campi nostrano non c’è ormai più traccia del radicchio rosso. Ma madre natura, sempre attenta a non farci mancare nulla, si è già data da fare per portarci in dono un’altra saporita cicoria che può prendere il posto dell’amato radicchio rosso sulle tavole di chi, come noi, ama i sapori tipici, locali e stagionali. Stiamo parlando dei cicorini e in particolare del “radicio verdon da cortel”, vera prelibatezza prodotta esclusivamente nella provincia di Treviso: imparentato con i nobili radicchi IGP di Treviso e Castelfranco, con cui condivide la famiglia botanica dei Cichorium Intybus, questo ortaggio ne rappresenta l’elemento più rustico, raccolto e consumato dalle nostre genti da tempo immemorabile.

Un tempo veniva seminato tra le viti e lungo le capezzagne dei campi e colto dalla terra ancora fredda con il tipico “cortel” alla fine della stagione invernale: oggi è invece un radicchio più ricercato e coltivato appositamente per gli intenditori in vari appezzamenti della nostra provincia, in particolare nelle zone tra Casale sul Sile, Caisier, Istrana, Monastier, Paese, Ponzano Veneto, Preganzioni, Quinto, Roncade, San Biagio di Callalta e Zero Branco.

Ma perché questo umile radicchio ha sempre più successo? In primo luogo per la sua rusticità e tipicità. che lo rende un prodotto di nicchia, cavallo di battaglia per i ristoratori che valorizzano il territorio e la stagionalità. Poi sicuramente per il suo sapore particolare: il grumulo interno, di colore chiaro, è sostituito dai germogli di foglie croccanti fresche al palato, che creano un armonioso contrasto con la parte esterna, gradevolmente erbacea e lievemente amarognola. Infine anche per le proprietà nutrizionali che, specialmente nei secoli scorsi, aiutavano la nostra gente a variare l’umile dieta contadina di fine inverno. Con buone dosi di potassio, calcio e ferro, il Radicio Verdon è ancora oggi un’ottima verdura depurativa per purificare l’organismo dal regime invernale: ecco perché vale la pena portarlo in tavola in questo periodo dell’anno, per variare la dieta e ricordare la tradizione contadina nostrana.

Molte le ricette che lo vedono protagonista: dalla tipica insalata a crudo con fettine di cipollotto e condimento a base di lardo e aceto, ai più moderni risotti mantecati con formaggi del territorio, come il Morlacco e la Casatella.

Dove e quando si gusta ed acquista.

Per chi volesse gustare le specialità gastronomiche a base di Radicio Verdon e acquistare il prodotto direttamente dai produttori, suggeriamo di recarsi le prossime domeniche in piazza a Treviso ed a Mogliano Veneto, dove va in scena la “Mostra Mercato del Radicio Verdon”, rassegna gastronomica e culturale che attira da una decina di anni sempre più appassionati da ogni angolo della provincia.

Per chi invece lo acquista nei banchi dell’ortofrutta, il vero nostrano si riconosce, oltre che per il colore verde intenso, per la tipica forma a rosetta, con foglioline tondeggianti, tendenti al biancastro verso il grumolo interno, e ben più consistenti rispetto al comune cicorino; immancabile infine la radice bianca, ben presente e tagliata a mano con tipico “corteo” a cui deve il tipico nome.

La ricetta: RISOTTO DI TRIPPA E RADICIO VERDON



Ingredienti per 4 persone:

  • 380 g riso carnaroli
  • 200 g di trippa di sorana già cotta
  • vino bianco
  • 1 chiodo di garofano
  • 100 g foglie esterne di radicchio verdon
  • brodo vegetale fatto con abbondante sedano
  • carota, cipolla, patate,
  • olio extravergine di oliva Veneto dop

Procedimento:

Su un soffritto di cipolla, tostate il riso, bagnarlo con vino bianco, aggiungere  metà  trippa e cucinate lentamente con il brodo vegetale, insaporito con un chiodo di garofano. A 4 minuti dalla fine della cottura, aggiungete le foglie esterne del radicio verdon tagliate alla julienne. Finite la cottura e fate mantecare un paio di minuti  con l’olio extravergine di oliva Veneto dop  e con una grattugiata abbondante di grana padano.

Guarnite infine il piatto con un cucchiaio di trippa al centro del risotto e con una rosellina intera di radicchio verdon.
Consigliamo in abbinamento un buon Merlot non troppo impegnativo, ideale uno del nostro territorio come un Montello – Colli Asolani doc.

 

Di Giuseppe Agostini – Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana Confcommercio Treviso
Tratto da: www.acquistareinformati.it

 

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