I RADICCHI DI CAMPO: dal rosso al verdon, tutti i segreti dei cicorini

radicchi di campo

Rossi, verdolini, biancastri: i radicchi di campo – comunemente chiamati cicorini – troneggiano con i loro freschi colori sui banchi dell’ortofrutta di queste prime settimane di primavera.

Fanno parte della grande famiglia dei Cichorium Intybus, diventato poi radicchio dall’evoluzione volgare della parola latina ridicula (piccola radice).

Consumati da secoli, Plinio il Vecchio (23-79 aC) esaltava le qualità depurative della ridicula nel Naturalis Historiae. Un tempo cibo dei poveri, ora il radicchio di campo è un ortaggio molto ricercato e di nicchia, che spunta sulle capezzagne, tra i filari di vite e sui bordi dei nostri campi quando l’inverno cede il passo alla primavera.

Nella zona di Treviso, in particolare nei comuni di Casale sul Sile, Casier, Istrana,Monastier, Paese, Preganzionl, Quinto, Roncade, San Biagio e Zero Branco, si semina da centinaia di anni un cicorino dal colore verde intenso. E’ il radicchio verdon da cortel, così chiamato per il procedimento di raccolta: infatti viene estratto dal terreno a mano, aiutandosi con una lama corta, “il cortel” appunto, per non rovinare il fittone. La radice viene poi pulita e lavata, per essere consumata insieme al cicorino: il contrasto tra l’amarognolo delle verdi foglie e il dolce sapore del grumolo rende il prodotto molto apprezzato dai veri intenditori di prelibatezze di nicchia.

Ma oltre al valore organolettico, il radicchio verdon ha un ruolo molto importante nella nostra tradizione contadina. Infatti era l’ortaggio che segnava il passaggio dal regime dietetico invernale – contraddistinto in passato principalmente da grassi e carboidrati – a quello primaverile: molto ricco di proteine rispetto ad altre specie ortive, contiene buone dosi di  potassio, calcio, e ferro. Ecco perché era – ed è tuttora – un concentrato di sostanze preziose per affrontare il cambio di stagione. Inoltre le sostanze amare presenti nel radicchio favoriscono la digestione, con blando effetto disintossicante.

In commercio il verdon si riconosce per il colore verde intenso, ma soprattutto per la forma a rosetta. Le foglioline interne, all’inserzione con il fittone, si presentano biancastre. Il diametro non supera mai gli 8 cm
Attenzione anche alla consistenza della foglia: è più grossa rispetto al cicorino verde e bianco. Infine la radice: si presenta ben visibile e pulita.
Ai più tradizionalisti, consigliamo di provarlo secondo la ricetta trevigiana d’elezione, che lo vorrebbe servito crudo, arricchito con un condimento di lardo e aceto. Per chi invece apprezza semplicemente il prodotto, suggeriamo di consumarlo sempre curdo, con un uovo sodo sminuzzato ed emulsionato con olio e aceto.

Curiosità: eventi e manifestazioni

Due gli appuntamenti in programma per questo 2014, un primo il 23 marzo a Treviso in Piazza Indipendenza, ed un secondo domenica 6 aprile a Mogliano Veneto in Piazza del Municipio.

Molte le iniziative per promuovere nel territorio questo squisito cicorino che, come molte produzioni ortive di nicchia, rischia di sparire. Da dieci anni il Comune di Roncade organizza la Mostra mercato del radicio verdon nella piazza del paese e una kermesse culinaria nei ristoranti della zona. Molto attiva anche la Congrega del Tabarro, che quest’anno ha organizzato due fine settimana di mostra mercato, una nella centralissima Piazza Indipendenza di Treviso ed una in Piazza del Municipio a Mogliano Veneto.

A tutti i promotori della valorizzazione del verdon va riconosciuto il merito di aver iniziato la raccolta delle informazioni tecniche che, ci auguriamo, portino presto il prodotto verso importanti riconoscimenti della sua indiscussa qualità a livello non solo italiano, ma anche europeo.

 

Info tratte da: www.acquistareinformati.it

 

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