UN PASSO INDIETRO VERSO IL FUTURO, UN PASSO AVANTI VERSO IL PASSATO

Orticoltura (orto e floricoltura)

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L’orticoltura è un settore dell’agricoltura che consiste nell’insieme delle pratiche agricole ed agronomiche per la produzione di ortaggi. Può essere praticata per hobby o come attività professionale. Le coltivazioni possono avvenire su terra o su altro tipo di substrato, con metodo convenzionale, biologico od integrato.

Con il termine orticoltura, soprattutto in ambito antropologico, si può intendere una coltivazione che non richieda pratiche particolari, se non quella del “sovescio”, né l’utilizzo di attrezzatura specifica, per differenziarla, nello studio dei modi di produzione dall’agricoltura.L’orto è un misto di ortaggi, semi, fiori, bacche, alberi da frutto, frutti a guscio, insetti ed animali domestici. E’ un insieme di vita che si rigenera, ogni cosa racchiude in sé un universo di vita.

Nel nostro orto, per ottenere una produzione scaglionata e raccogliere sempre ortaggi freschi, è importante dilazionare la semina durante l’arco dell’anno; se abbiamo poco spazio può essere consigliato coltivare verticalmente, creando muri e recinzioni esposti al sole, ottimi per far crescere le specie rampicanti tipo fagioli, piselli, fagiolini, zucche, ecc. Da coltivare orizzontalmente sono peperoni, insalate, asparagi, carciofi, cavoli, ecc.

E’ sempre bene effettuare la cosiddetta rotazione o avvicendamento delle colture, alternando le colture come ortaggi da bulbo e tubero o radice (che prendono molto al terreno) con colture come pomodori e leguminose (che arricchiscono il terreno aumentandone la fertilità) o con i cavoli (che invece fanno riposare il terreno). E’ inoltre consigliato che ogni ortaggio non cresca nello stesso posto prima di 3 o 4 anni. Una corretta rotazione permette di ottenere il massimo rendimento senza impoverire il terreno.

Gli animali da orto sono fondamentali per alimentare la fertilità. Prima fra tutti è da verificare la presenza dei lombrichi, che producono humus e e lo trasportano in basso, rendendo il terreno da orto ricco e ben aerato.

Orto

L’agricoltura è l’attività umana che consiste nella coltivazione di specie vegetali. La finalità principale dell’agricoltura è di ottenere prodotti dalle piante da utilizzare a scopo alimentare e non, ma sono possibili anche altre finalità che non prevedano l’asportazione dei prodotti. Tradizionalmente, nella cultura italiana, l’agricoltura è popolarmente riferita allo sfruttamento delle risorse vegetali a fini alimentari, mentre lo sfruttamento delle corrispondenti risorse di origine animale, l’allevamento, ne è quasi ritenuta antitetica.

Durante il Medioevo giunsero in Europa nuove piante portate dagli arabi: riso, cotone, carrubo, pistacchio, spinacio, agrumi. Dopo la scoperta dell’America giunsero il mais, la patata, la zucca, il fagiolo, l’arachide, il pomodoro, il peperone, la papaya.

Un orto è un appezzamento di terra dal quale, a seguito di lavorazione, si ricavano frutta, verdura, fiori, arbusti e vegetali ornamentali. L’orticoltura si pratica soprattutto su pianure alluvionali e che possiedono un clima piuttosto mite. L’avvento delle serre ha migliorato considerevolmente la produzione degli orti. Sia le colture in serra che quelle in aperta campagna richiedono comunque una buona irrigazione.

Se si vuole ottenere una produzione scaglionata e raccogliere sempre ortaggi freschi è importante dilazionare la semina durante l’arco dell’anno; per aumentare la resa dello spazio è bene coltivare verticalmente per quanto possibile, sfruttando o creando muri e recinzioni esposti al sole per far crescere le specie rampicanti tipo fagioli, piselli, fagiolini, zucche, ecc. che necessitano di sostegni nella fase della crescita, altre invece, richiedono un sostegno in sola fase di maturazione dei frutti come i peperoni, altre ancora non necessitano di alcun sostegno come insalate, asparagi, carciofi, cavoli, ecc.

Per sfruttare al meglio le sostanze nutritive presenti nel terreno è bene effettuare la cosiddetta rotazione o avvicendamento delle colture, infatti alternando le colture che tendono a sfruttare al massimo il terreno (ortaggi da bulbo, tubero o radice) con colture che rilasciano al terreno sostanze che lo arricchiscono aumentandone la fertilità (es. pomodori, leguminose) o che lo fanno riposare (es. cavoli), si otterrà il massimo rendimento senza impoverire il terreno: è bene che ogni ortaggio non cresca nello stesso posto prima di 3 o 4 anni.

Le colture da orto comprendono piante annuali che esauriscono il loro ciclo vegetativo nell’anno e colture perenni che offrono produzioni abbondanti che si ripetono ad ogni stagione (carciofi, asparagi).

In un buon terreno vi è la presenza dei lombrichi che producono humus, rendendo il terreno da orto grasso e ben aerato.

Floricoltura

La Floricoltura o arte di coltivare i fiori, è un settore dell’agricoltura che ha lo scopo di produrre per il giardinaggio o il commercio, fiori recisi, piante fiorite in vaso o cassetta, materiale per la propagazione come semi, bulbi, tuberi, rizomi, ecc. Può essere praticata per hobby o come attività professionale. Le coltivazioni possono avvenire in vaso, in piena terra, in serra oppure in giardini all’aperto.

L’umanità fin dai tempi antichi ha praticato la floricoltura per l’attrazione che la bellezza, il colore e il profumo dei fiori hanno esercitato sui nostri sensi. Dalla metà del sec. XVII la floricoltura diventa materia per specifici trattati scientifici (la prima pubblicazione in Italia è di G.B. Ferrari, un gesuita di Roma che nel 1633 dava alle stampe il De florum coltura) e tra il XVIII e XIX secolo si occuparono dell’arte floricola anche illustri scrittori come Joseph Decaisne e Charles Victor Naudin.

Nel corso dei secoli seguendo le rotte commerciali da paesi di altre latitudini verso l’Europa, furono introdotte piante esotiche originarie di regioni con climi diversissimi, che per le particolari esigenze ambientali determinarono un affinamento delle tecniche colturali adottate e l’ideazione di ambienti artificiali come le serre.
l’introduzione di piante ornamentali ricercate per il portamento, la forma e il colore delle foglie ha sviluppato nel tempo il settore del vivaismo che si occupa della semina, trapianto e produzione di piante ornamentali arboree o arbustive, bonsai e piante erbacee, per cui si è affermato il termine florovivaismo per designare quelle attività che comprendono la produzione e commercializzazione di differenti tipi di piante per gli utilizzi più vari.

I paesi occidentali in cui la Floricoltura è maggiormente diffusa e sviluppata sono: l’Olanda specializzata nella produzione di bulbi, rizomi, ecc. e che possiede una struttura commerciale e organizzativa che le permette di influenzare e dettare le regole al mercato florovivaistico mondiale; seguono il Belgio e Israele.

L’Italia per varie ragioni storico-politiche, ma non certo climatiche, segue a distanza con alcune Regioni di eccellenza, prime tra tutte la Liguria e in special modo la Provincia di Imperia. Altre Regioni importanti per la produzione florovivaistica sono la Toscana e la Puglia.

Nella floricoltura la selezione e creazione di sempre nuove cultivar è l’arma vincente per l’affermazione commerciale dei prodotti e, per ottenerne di più innovative e accattivanti per il consumatore finale, si ricorre a metodi agronomici sofisticati come il miglioramento genetico e le tecniche di micropropagazione.

Per quanto riguarda le tecniche colturali, l’esigenza primaria è la standardizzazione del prodotto commercializzato per spuntare un prezzo remunerativo, affiancando alle colture in pieno campo o in serra, le coltivazioni su substrati artificiali, ormai la norma per le produzioni in vaso, con un utilizzo generalizzato di fitoregolatori, fitofarmaci, fertirrigazione, colture idroponiche, illuminazione artificiale e sistemi di controllo computerizzato per temperatura e umidità.

La moltiplicazione delle piante può avvenire per talea, margotta, propaggine, innesto, divisione di tuberi, rizomi, stoloni e bulbi o con la semina.