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Agronomia (agrometeorologia e pedologia)

agronomia

L’agronomia è un ambito multidisciplinare che si occupa dell’applicazione di principi scientifici all’agricoltura. L’agronomia comprende aspetti studiati dalle discipline quali la biologia, la chimica, la fisica, la geologia, la pedologia, l’ecologia, l’economia, la sociologia, l’etica, l’ingegneria, la paesaggistica, la progettazione.

In termini pratici è l’insieme delle tecniche e delle tecnologie che vengono impiegate per rendere più efficienti ed efficaci i risultati delle attività economiche che impiegano tali conoscenze.

L’agronomia, come scienza, affronta anche lo studio delle conseguenze derivanti dall’abuso di talune tecniche colturali. Volendo formulare una definizione completa ed esaustiva di agronomia essa può essere: “scienza applicata che studia, adotta ed applica conoscenze, metodi e tecnologie volte ad ottimizzare la resa delle colture agendo su diversi fattori produttivi al fine di migliorare la qualità dei prodotti utilizzando tecnologie appropriate che siano compatibili con l’ambiente, economicamente valide e che non arrechino danno alla salute dei consumatori finali”.

Lo studio e l’applicazione pratica di conoscenze scientifiche derivanti da diversi ambiti conferiscono quindi all’agronomia l’importanza di una tecnologia applicata. L’applicazione delle tecniche agronomiche richiede – a livello pratico-operativo – anche la conoscenza dei principi basilari della sperimentazione e della ricerca.

Storia dell’agronomia

L’agronomia dell’Occidente ha origine in Grecia e a Roma. La Grecia conobbe un vasto pensiero agronomico, le cui opere furono quasi tutte perdute nei roghi delle biblioteche di Alessandria e di Atene. Hanno rilevanza per l’agronomia, peraltro, diversi testi dedicati alla botanica, in particolare due opere di Teofrasto, Storia delle piante (Περὶ Φυτῶν Ιστορίας) e Cause delle piante (Περὶ Φυτῶν Αἰτιῶν).

Roma ci ha lasciato alcune opere agronomiche capitali: l’ispanico Lucio Giunio Columella è senza dubbio il primo grande agronomo dell’Occidente.

Il primo trattato di agronomia è quello di Columella. Nel 1500 in Francia c’è un fiorire di edizioni, merito dello stampatore Charles Estienne e del medico e agronomo Jean Liébeault. Dal Settecento l’agronomia si è configurata come scienza sperimentale, fuori dai canoni della botanica. Nel XVIII secolo l’agricoltura, in Italia fu al centro della riflessione economica. L’interesse per l’agricoltura ebbe delle motivazioni teorico-economiche: si era compreso che per rimediare alla decadenza delle manifatture e dei commerci bisognava dar più rilevanza all’attività agricola, settore da cui partire per muovere tutta l’economia, in modo che fungesse da volano dello sviluppo.

Gli economisti italiani ed europei si occuparono quindi intensamente, nel secolo XVIII, per quest’oggetto. Alcuni si limitarono a studiare problemi secondari o casi particolari, ma altri, avendo una visione d’insieme più larga, erano davvero convinti che lo sviluppo economico fosse guidato dall’agricoltura. Un contributo non secondario fu dato dalla diffusione delle idee dei fisiocrati francesi che, sebbene in Italia non tutte furono accettate quale la libertà del commercio dei grani, riuscirono ad essere largamente percepite. Nel Settecento, sotto la spinta dell’Illuminismo, nacque in Italia l’Accademia dei Georgofili.

L’agronomia entra nella scienza moderna nel 1840 quando Justus Liebig con la propria opera, ne fa una scienza connessa allo studio della chimica di base e alla fisiologia vegetale.

Agrometeorologia

L’agrometeorologia è l’applicazione delle conoscenze meteorologiche in agricoltura, tenuto conto dei rapporti tra atmosfera, suolo e vegetazione. Secondo l’Associazione Italiana di AgroMeteorologia per agrometeorologia si intende “la scienza che studia le interazioni dei fattori meteorologici ed idrologici con l’ecosistema agricolo-forestale e con l’agricoltura intesa nel suo senso più ampio”.

Tra i fini della materia ricordiamo:

  • analisi della destinazione e della pianificazione degli interventi di una data zona
  • scelta varietale e programmazione delle operazioni colturali
  • studi fisiologici e fenologici delle colture
  • miglioramenti produttivi mitiganti gli effetti negativi climatici
  • riduzione dei rischi legati a fenomeni meteorologici o ad attacchi parassitari ad essi annessi

La riuscita della produzione agricola dipende dalle capacità gestionali dell’imprenditore solo per aziende nella stessa zona e con terreni simili, in caso contrario il terreno ed i fenomeni meteorologici producono le variazioni riscontrate tra campi diversi ed in varie annate. I settori di influenza dell’agrometeorologia sulla gestione aziendale riguardano:

  • la scelta produttiva dei diversi appezzamenti
  • la valutazione del rischio climatico
  • la difesa da rischi fitopatologici e climatici (gelate, grandinate etc…)
  • la previsione di eventuali ristagni o carenze idriche e relativi interventi
  • la scelta della modalità, epoca e tempo di esecuzione delle pratiche colturali

Alla base dell’agrometeorologia c’è una semplice constatazione: buona parte dell’attività agricola è soggetta alle condizioni atmosferiche: la crescita e lo sviluppo delle piante dipendono dalla presenza di luce solare, acqua e condizioni termiche adeguate. Solo dallo studio delle interazioni tra condizioni climatiche e colture può quindi scaturire un progresso delle produzioni nel rispetto dei vincoli naturali.

I fattori di interesse dell’agrometeorologo sono quindi: l’atmosfera, almeno nella porzione (troposfera) che ospita i fenomeni meteorologici, il suolo, almeno fino alla profondità dove si trovano falde che riforniscono le radici di acqua per capillarità, e naturalmente le colture stesse, intese sia dal punto di vista strettamente vegetale che come strumenti di produzione governati da agricoltori.

Per fare un esempio concreto la produzione del frumento dipende dalla disponibilità di un terreno adeguatamente lavorato e in buone condizioni idriche e termiche, sufficienti alla germinazione del seme in tempi non eccessivamente lunghi. La data effettiva della germinazione e delle successive fasi di sviluppo della pianta (accestimento, levata, spigatura, maturazione) dipende dalla situazione termica dell’anno specifico e può variare per lo stesso sito anche di diverse settimane, a parità di altre condizioni.

Pedologia

La pedologia (dal greco: πέδον, pedon, suolo; e λόγος, logos, studio) è la scienza che studia la composizione, la genesi e le modificazioni del suolo, dovute sia a fattori biotici che abiotici. È una branca delle scienze della Terra in genere e dell’agronomia. Suo padre fondatore è ritenuto il geografo russo Vasilij Dokučaev. Lo studio del suolo può essere articolato in funzione di molti parametri che lo caratterizzano, come ad esempio la sua origine e classificato tenendo conto delle sue proprietà:

  • Suoli Zonali; podzolizzati, laterici, di paesaggio, scuri, poco colorati
  • Suoli Intrazonali; suddivisi in idromorfi e salini
  • Suoli Azonali; suddivisi in litosuoli e regosuoli

Le proprietà di un suolo sono il risultato dell’azione dei diversi fattori che hanno portato alla sua pedogenesi; il concetto fu formalizzato nel 1941 dal pedologo Hans Jenny, nella prima versione della sua famosa equazione che connette le proprietà osservate del suolo con i fattori indipendenti che determinano la sua formazione:

S = f (cl, o, r, p, t, …)

  • S = una qualunque proprietà del suolo
  • cl = clima
  • o = organismi
  • r = topografia (intesa come rilievi, dall’inglese relief)
  • p = roccia madre (dall’inglese parent material)
  • t = tempo (momento iniziale della formazione di un suolo)
  • … = altri fattori, di importanza locale